Riflessioni     

Chi Sono

Lettera Toccante l'ultimo Addio.

Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi son ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici.Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosí ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio é stato giusto. Quando la festa é finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ció che mi aspettava...qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un polizziotto che dice: "il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue é sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la fará" Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocitá. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perché le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore é come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Di a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papá di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva....la mia respirazione si fa sempre piú debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento cosí disperata.... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene Per questo..... Ti voglio bene e....addio.
 

I Biscotti.

Una ragazza stava aspettando il suo volo in una sala d'attesa di un grande aeroporto.
Siccome avrebbe dovuto aspettare per molto tempo,decise di comprare un libro per
ammazzare il tempo. Comprò anche un pacchetto di biscotti. Si sedette nella sala VIP per
stare più tranquilla. Accanto a lei c'era la sedia con i biscotti e dall'altro lato un signore che
stava leggendo il giornale. Quando lei cominciò a prendere il primo biscotto, anche l'uomo ne
prese uno, lei si sentì indignata ma non disse nulla e continuò a leggere il suo libro. Tra lei e
lei pensò "ma tu guarda se solo avessi un po' più di coraggio gli avrei già dato un pugno...".
Così ogni volta che lei prendeva un biscotto, l'uomo accanto a lei, senza fare un minimo cenno
ne prendeva uno anche lui. Continuarono fino a che non rimase solo un biscotto e la donna
pensò: "ah, adesso voglio proprio vedere cosa mi dice quando saranno finiti tutti!!". L'uomo
prima che lei prendesse l'ultimo biscotto lo divise a metà! "AH, questo è troppo" pensò e
cominciò a sbuffare e indignata si prese le sue cose il libro e la sua borsa e si incamminò
verso l'uscita della sala d'attesa. Quando si sentì un po' meglio e la rabbia era passata, si
sedette in una sedia lungo il corridoio per non attirare troppo l'attenzione ed evitare altri
dispiaceri. Chiuse il libro e aprì la borsa per infilarlo dentro quando... nell'aprire la borsa vide
che il pacchetto di biscotti era ancora tutto intero nel suo interno. Sentì tanta vergogna e capì
solo allora che il pacchetto di biscotti uguale al suo era di quel uomo seduto accanto a lei che
però aveva diviso i suoi biscotti con lei senza sentirsi indignato, nervoso o superiore al
contrario di lei che aveva sbuffato e addirittura si sentiva ferita nell'orgoglio.

LA MORALE:
Quante volte nella nostra vita mangeremo o abbiamo già mangiato i biscotti di un altro senza
saperlo? Prima di arrivare ad una conclusione affrettata e prima di pensare male delle
persone, GUARDA attentamente le cose, molto spesso non sono come sembrano!!!

Esistono 5 cose nella vita che NON SI RECUPERANO:
Una pietra dopo averla lanciata.
Una parola dopo averla detta.
Un'opportunità dopo averla persa.
Il tempo dopo esser passato.
L'amore per chi non lotta.

Arriva anche da te la Primavera.

Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un
edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la
scritta:

"Sono cieco, aiutatemi per favore".

Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che
aveva solo pochi centesimi nel suo cappello.

Si chinò e versò altre monete.

Poi, senza chiedere il permesso dell'uomo, prese il cartello, lo
girò e scrisse un'altra frase.

Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e
notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote.

Il non vedente riconobbe il passo dell'uomo e chiese se non fosse
stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto.

Il pubblicitario rispose:

"Niente che non fosse vero. Ho solo riscritto il tuo in maniera
diversa".

Sorrise e andò via.

Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c'era scritto:

"Oggi è primavera...ed io non la posso vedere."

MORALE:

Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che
sarà per il meglio.

Abbi fede: ogni cambiamento è il meglio per la nostra vita

L'isola.

C'era un'isola dove tutti i sentimenti hanno vissuto
Felicità, Tristezza, Conoscenza ed altri, compreso l'Amore.

Un giorno fu annunciato a tutti un pericolo imminente e
tutti furono invitati a lasciare subito l'isola, così iniziarono
a preparare le barche...

Quando l'isola iniziò ad affondare, l'Amore, che era da
solo, decise di chiedere aiuto alle barche che passavano.
Passò la Ricchezza, e l'Amore gli chiese: "Ricchezza, mi
puoi prendere con te?"... ed ella rispose: "No non posso,
ho oro e gioielli con me... per te posto non c'è"...

Di li a poco passò la Vanità... ed anche ad ella l'Amore
chiese aiuto... Ma la Vanità rispose: "Non posso aiutarti
Amore, sei tutto bagnato e potresti rovinare la mia barca"...

La barca successiva era quella della Tristezza... e l'Amore
chiese aiuto anche ad essa...

Ma ella rispose: "Sono cosi' triste che preferisco andare da solo.."

E subito la Felicità passò così veloce che nemmeno si
accorse dell'Amore che chiedeva aiuto..

Ma ecco che improvvisamente una voce disse: "Vieni
Amore, ti prenderò io con me sulla mia barca".
Era una persona anziana, e tale era la concitazione che
l'Amore dimenticò di chiederle chi fosse. Giunti su un
altra isola, l'Amore chiese dunque il suo nome...
e scoprì che era il Tempo.

L'Amore chiese allora
perché lo aveva aiutato... e il tempo rispose...
Solo il tempo e' capace di comprendere
quanto grande e' l'AMORE....

L'arcobaleno

Cieco dalla nascita l’uomo seduto sulla panchina percepì la presenza umana dal calore che essa emanava. Un altro uomo infatti, silenzioso, si era avvicinato e seduto accanto a questo suo “simile”, che viveva nel buio senza che si vedesse.

L’uomo che viveva nel buio avvertì, attraverso questo calore, la vita e provò il forte desiderio di assaporarla, parlando a questa presenza. E così ad un tratto, con voce calma e profonda domandò: “Che cos’è un arcobaleno? Ne ho sentito parlare molto nella mia oscurità, ma oggi mi hanno detto che è apparso: in molti me lo hanno descritto, ma io non ho capito di cosa si tratti perché non ho la percezione di ciò che chiamiamo “colore”. Posso comprenderlo come fenomeno fisico, ma sembra che sia molto di più di tutto questo!”.

“E’ vero rispose l’uomo che viveva nei colori, rendendosi conto di quanto fosse difficile descrivere qualcosa che si poteva solo immaginare, “l’arcobaleno è meraviglioso, è molto di più di un fenomeno fisico!”

Allora cominciò a parlare all’uomo delle tenebre del “blu” descrivendogli il mare. “Il mare, oh si il mare io lo conosco, ho annusato il profumo del amare in ogni stagione, l’ho annusato nei momenti di calma e durante la burrasca e ho sentito il suo sapore salato. So cosa intendi quando parli del colore “blu”.

E poi gli parlò del “giallo” e dell’”arancione”, descrivendogli il sole e, con suo stupore, l’uomo delle tenebre, gli rispose che conosceva questi due colori, perché conosceva il calore del sole durante le tappe della sua vita diurna.

Ma ancora più grande fu la sua emozione quando, descrivendogli il colore “verde”, l’uomo gli descrisse la bellezza dell’erba, di un prato, delle fronde di un albero che le sue mani attente tante volte avevano accarezzato.

Queste mani che tante volte avevano colto il rosso di una rosa o gli altri suoi sensi che avevano regalato il colore delle viole, di una strada bagnata, di un tramonto infuocato, delle nuvole trasportate dal vento.

Ora era l’uomo nelle tenebre che, con trasporto, spiegava cosa fosse l’arcobaleno e quanto bello e meraviglioso fosse questo fenomeno e quanta vita fosse racchiusa nei suoi colori. Fu così che l’uomo che viveva nei colori pianse perché per la prima volta nella sua vita si accorse di quanto fosse rimasto nel buio fino a quel momento.

Un'uomo stanco

Un uomo stufo e stanco di andare al lavoro ogni giorno mentre la moglie stava a casa, pregò il Signore:
- Mio Dio, io vado tutti i giorni al lavoro per 8 ore mentre mia moglie sta semplicemente a casa. Vorrei tanto sapere cosa si prova ad invertire i ruoli, perciò ti prego: permetti che il suo corpo si scambi con il mio. Amen!
Dio, nella sua infinita saggezza, accettò la richiesta dell'uomo. La mattina seguente l'uomo si svegliò come donna. Si alzò, preparò la colazione per la famiglia, svegliò I bambini, li vestì per la scuola, li fece mangiare e preparò il loro pranzo, li portò a scuola; tornò a casa ed avviò la lavatrice, andò in tintoria ed in banca per fare un deposito, si fermò alla posta per pagare dei conti correnti, passò dal negozio di alimentari e infine riportò a casa la spesa. A casa pulì la cassetta del gatto e diede da mangiare al cane. Era già l'una del pomeriggio, quindi si sbrigò a fare i letti ed a pulire i bagni ed i pavimenti. Poi corse a scuola a riprendere i figli e sulla strada di casa parlò con loro di quanto era successo a scuola. Preparò per loro una merenda e gli organizzò il pomeriggio, poi cominciò a stirare mentre cercava di guardare un programma che le piaceva alla televisione.
Alle 18:30 cominciò a sbucciare le patate e a lavare l'insalata, a cuocere la carne ed a preparare il sugo per la pasta. Dopo cena, lavò i piatti, pulì la cucina, raccolse il bucato, fece il bagno ai bambini e li mise a letto.
Alle 21, esausto e senza aver finito i suoi impegni giornalieri, andò a letto dove, tentando di non lamentarsi, fece l'amore. La mattina seguente l'uomo si svegliò, saltò giù dal letto e immediatamente rivolse una preghiera al Signore:
- Io Dio, non so proprio cosa pensassi. Era un grave errore l'invidia per mia moglie che può stare a casa tutto il giorno! Ti prego dal profondo del mio cuore, fa tornare tutto come prima!
- Dio, nella sua infinita saggezza, rispose: figlio mio, penso che tu abbia imparato la lezione, e sarò contento di riportare le cose come erano prima. Dovrai solo aspettare nove mesi, però: ieri notte sei rimasto incinta!

 

Il Frutteto



Un uomo duramente provato dalla vita, il quale aveva saputo mantenere sempre
integra la sua serenità e il suo coraggio, sentendo avvicinarsi la fine chiamò intorno
a sé i figlioli, le nuore, i nipoti e i pronipoti e disse loro:"Voglio svelarvi un segreto.
Venite con me nel frutteto".

Tutti lo seguirono con curiosità e tenerezza, poiché sapevano quanto il vecchio
amasse le piante. Con le poche forze rimaste e rifiutando ogni aiuto, l'uomo
cominciò a zappare in un punto preciso, al centro del verziere.
Apparve un piccolo scrigno.
Il vecchio lo aprì e disse: "Ecco la pianta più preziosa di tutte, quella che ha dato
cibo alla mia vita e di cui tutti voi avete beneficiato".
Ma lo scrigno era vuoto e la pianticella che l'uomo teneva religiosamente fra le dita
era una sua fantasia.
Nonostante tutto nessuno sorrise.
"Prima di morire", proseguì l'uomo, "voglio dare ad ognuno di voi uno dei suoi
inestimabili semi".
Le mani di tutti si aprirono e finsero di accogliere il dono.
"E' una pianta che va coltivata con cura, altrimenti s'intristisce e chi la possiede ne
è come intossicato e perde vigore.
Affinché le sue radici divengano profonde, bisogna sorriderle; solo col sorriso le
sue foglie diventano larghe e fanno ombra a molti.
Infine, i suoi rami vanno tenuti sollevati da terra; solo con l'aiuto di molto cielo
diventano agili e lievi a tal punto da non farsi nemmeno notare".
Il vecchio tacque.
Passò molto tempo ma nessuno si mosse.
Il sole stava per tramontare, quando il figlio maggiore rispose per tutti loro:
"Grazie, padre, del tuo bellissimo dono; ma forse non abbiamo capito bene di che
pianta si tratti".
"Sì che lo avete capito.
Mentre mi ascoltavate e mi stavate intorno, ognuno di voi ha già dato vita al piccolo
seme che vi ho consegnato. E' la Pianta della Pazienza".

 

Storia di una formica



Tutti i giorni, molto presto, arrivava in ufficio la Formica produttiva e felice.
Là trascorreva i suoi giorni, lavorando e canticchiando una vecchia canzone d'amore.
Era produttiva e felice ma, ahimè, non era supervisionata.
Il Calabrone, gestore generale, considerò la cosa impossibile e creò il posto di supervisore, per il quale assunsero uno Scarafaggio con molta esperienza.
La prima preoccupazione dello Scarafaggio fu standardizzare l'ora di entrata e di uscita e preparò pure dei bellissimi report.
Ben presto fu necessaria una segretaria per aiutare a preparare i report, e quindi assunsero una Ragnetta, che organizzò gli archivi e si occupò del telefono.
E intanto la formica produttiva e felice lavorava e lavorava.
Il Calabrone, gestore generale, era incantato dai report dello Scarafaggio supervisore, e così finì col chiedere anche quadri comparativi e grafici, indicatori di gestione ed analisi delle tendenze.
Fu quindi necessario assumere una Mosca aiutante del supervisore e fu necessario un nuovo computer con stampante a colori.
Ben presto la Formica produttiva e felice smise di canticchiare le sue melodie e cominciò a lamentarsi di tutto il movimento di carte che c'era da fare.
Il Calabrone, gestore generale, pertanto, concluse che era il momento di adottare delle misure: crearono la posizione di gestore dell'area dove lavorava la Formica produttiva e felice.
L'incarico fu dato ad una Cicala, che mise la moquette nel suo ufficio e fece comprare una poltrona speciale. Il nuovo gestore di area - chiaro ebbe bisogno di un nuovo computer e quando si ha più di un computer è necessaria una Intranet.
Il nuovo gestore ben presto ebbe bisogno di un assistente (Remora, già suo aiutante nell'impresa precedente), che l'aiutasse a preparare il piano strategico e il budget per l'area dove lavorava la Formica produttiva e felice.
La Formica non canticchiava più ed ogni giorno si faceva più irascibile. "Dovremo commissionare uno studio sull'ambiente lavorativo, un giorno di questi", disse la Cicala.
Ma un giorno il gestore generale, al rivedere le cifre, si rese conto che l'unità, nella quale lavorava la Formica produttiva e felice, non rendeva più tanto.
E così contattò il Gufo, prestigioso consulente, perché facesse una diagnosi della situazione.
Il Gufo rimase tre mesi negli uffici ed emise un cervellotico report di vari volumi e di vari milioni di euro, che concludeva: "C'è troppa gente in questo ufficio." E così il gestore generale seguì il consiglio del consulente e licenziò la Formica incazzata, che prima era produttiva e felice.
Morale:
Non ti venga mai in mente di essere una Formica produttiva e felice. E' preferibile essere inutile e incompetente. Gli incompetenti non hanno bisogno di supervisori, tutti lo sanno.
Se, nonostante tutto, sei produttivo, non dimostrare mai che sei felice. Non te lo perdoneranno.
Inventati ogni tanto qualche disgrazia, cosa che genera compassione.
Pero', se nonostante tutto, ti impegni ad essere una Formica produttiva e felice, mettiti in proprio, almeno non vivranno sulle tue spalle calabroni, scarafaggi, ragnetti, mosche, cicale, remore e gufi.

 

KYLE

Un giorno, ero un ragazzino delle superiori, vidi un ragazzo della mia
classe che stava tornando a casa da scuola.
Il suo nome era Kyle e sembrava stesse portando tutti i suoi libri.
Dissi tra me e me: perché mai uno dovrebbe portarsi a casa tutti i libri
di venerdì?
Deve essere un ragazzo strano.
Io avevo il mio week end pianificato (feste e una partita di football
con i miei amici), così ho scrollato le spalle e mi sono incamminato.
Mentre stavo camminando vidi un gruppo di ragazzini che correvano
incontro a Kyle. Gli corsero addosso facendo cadere tutti i suoi libri e
lo spinsero facendolo cadere nel fango. I suoi occhiali volarono via, e li
vidi cadere nell'erba un paio di metri più in là.
Lui guardò in su e vidi una terribile tristezza nei suoi occhi.
Mi rapì il cuore! Così mi incamminai verso di lui mentre lui stava
cercando i suoi occhiali e vidi una lacrima nei suoi occhi.
Raccolsi gli occhiali e glieli diedi dicendogli: quei ragazzi sono proprio
dei selvaggi, dovrebbero imparare a vivere. Kyle mi guardò e disse: "Grazie"!
C'era un grosso sorriso sul suo viso, era uno di quei sorrisi che
mostrano vera gratitudine.
Lo aiutai a raccogliere i libri e gli chiesi dove viveva. Scroprii che
viveva vicino a me, così gli chiesi come mai non lo avessi mai visto prima,
lui mi spiegò che prima andava in una scuola privata. Prima di allora non
sarei mai andato in giro con un ragazzo che frequentava le scuole private.
Parlammo per tutta la strada e io lo aiutai a portare alcuni libri.
Mi sembrò un ragazzo molto carino ed educato, così gli chiesi se gli andava
di giocare a football con i miei amici e lui disse di sì. Stemmo in giro
tutto il week end e più lo conoscevo più Kyle mi piaceva, così come
piaceva ai miei amici.
Arrivò il lunedì mattina ed ecco Kyle con tutta la pila dei libri ancora.
Lo fermai e gli dissi: "Ragazzo finirà che ti costruirai dei muscoli
incredibili con questa pila di libri ogni giorno!". Egli rise e mi passò
la metà dei libri. Nei successivi quattro anni io e Kyle diventammo
amici per la pelle.
Una volta adolescenti cominciammo a pensare al college, Kyle decise per
Georgetown e io per Duke. Sapevo che saremmo sempre stati amici
e che la distanza non sarebbe stata un problema per noi. Kyle sarebbe
diventato un dottore mentre io mi sarei occupato di scuole di football.
Kyle era il primo della nostra classe e io l'ho sempre preso in giro per
essere un secchione. Kyle doveva preparare un discorso per il diploma.
Io fui molto felice di non essere al suo posto sul podio a parlare.
Il giorno dei diplomi, vidi Kyle: aveva un'ottimo aspetto.
Lui era uno di quei ragazzi che aveva veramente trovato se stesso durante le scuole
superiori. Si era un pò riempito nell'aspetto e stava molto bene con gli occhiali.
Aveva qualcosa in più e tutte le ragazze lo amavano.
Ragazzi, qualche volta ero un pò geloso!
Quello era uno di quei giorni, potevo
vedere che era un pò nervoso per il discorso che doveva fare, così gli diedi una pacca sulla spalla e gli dissi: "Hei, ragazzo te la caverai alla grande!"
Mi guardò con uno di quegli sguardi (quelli pieni di gratitudine)
e sorrise mentre mi disse: "Grazie". Iniziò il suo discorso schiarendosi
la voce: "Nel giorno del diploma si usa ringraziare coloro che ci hanno
aiutato a farcela in questi anni duri. I genitori, gli insegnanti, gli
allenatori, ma più di tutti i tuoi amici. Sono qui per dire a tutti voi che
essere amico di qualcuno è il più bel regalo che voi potete fare. Voglio
raccontarvi una storia". Guardai il mio amico Kyle incredulo non appena
cominciò a raccontare il giorno del nostro incontro. Lui aveva
pianificato di suicidarsi durante il week end. Egli raccontò di come aveva
pulito il suo armadietto a scuola, così che la madre non avesse dovuto farlo dopo,
e di come si stava portando a casa tutte le sue cose. Kyle mi guardò
intensamente e fece un piccolo sorriso.
"Ringraziando il cielo fui salvato, il mio amico mi salvò dal fare quel
terribile gesto".
Udii un brusio tra la gente a queste rivelazioni.
Il ragazzo più popolare ci aveva appena raccontato il suo momento più
debole.
Vidi sua madre e suo padre che mi guardavano e mi sorridevano, lo stesso
sorriso pieno di gratitudine. Non avevo mai realizzato la profondità di quel
sorriso fino a quel momento.
Non sottovalutate mai il potere delle vostre azioni.
Con un piccolo gesto potete cambiare la vita di una persona,
in meglio o in peggio. Dio fa incrociare le nostre vite perché ne possiamo
beneficiare in qualche modo. Cercate il buono negli altri.


 

LE QUATTRO LEZIONI DI VITA

 

PRIMA LEZIONE


Dopo qualche mese alla facoltà di medicina, il
professore ci diede un questionario. Essendo un buon
alunno risposi prontamente a tutte le domande fino a
quando arrivai all'ultima che era:"Qual è il nome di
battesimo della donna delle pulizie della scuola?"
Sinceramente mi pareva proprio uno scherzo.
Avevo visto quella donna molte volte, era alta,
capelli scuri, avrà avuto i suoi cinquant'anni, ma

come avrei potuto sapere il suo nome di battesimo?
Consegnai il mio test lasciando questa risposta in
bianco e, poco prima che finisse la lezione, un
qalunno domandò se l'ultima domanda del test avrebbe
contato ai fini del voto.
"E' ch iaro!", rispose il professore.
"Nella vostra carriera voi incontrerete molte
persone. Hanno tutte il loro grado d'importanza.
Esse meritano la vostra attenzione, anche con un
semplice sorriso o un semplice ciao".
Non dimenticai mai questa lezione ed imparai che il
nome di battesimo della nostra donna delle pulizie
era Marianna.

SECONDA LEZIONE

In una notte di pioggia c'era una signora di colore,
al lato della strada, il temporale era tremendo. La
sua auto era in panne ed aveva disperatamente
bisogno di aiuto.
Completamente inzuppata cominciò a fare segnali alle
auto che passavano.
Un giovane bianco, come se non conoscesse i conflitti
razziali che laceravano gli Stati Uniti negli anni
'60, si fermò per aiutarla.
Il ragazzo la portò in un luogo protetto, le procurò
un meccanico e chiamò un taxi per lei.
La donna sembrava avere davvero molta fretta, ma
riuscì ad annotarsi l'indirizzo del suo soccorritore
ed a ringraziarlo.

Passati sette giorni, bussarono alla porta del
ragazzo.
Con sua grande sorpresa era un corriere che gli
consegnò un enorme pacco contenente una grande TV a
colori, accompagnata da un
biglietto che diceva:

"Molte grazie per avermi aiutata in quella strada,
quella notte.
La pioggia aveva inzuppato i miei vestiti come il
mio spirito e in quel momento è apparso Lei. Grazie
a Lei sono riuscita ad arrivare al
capezzale di mio marito moribondo poco prima che se
ne andasse. Dio la benedica per avermi aiutato.
Sinceramente, Mrs. King Cole"

TERZA LEZIONE


Qualche tempo fa quando un gelato costava molto meno
di oggi, un bambino di dieci anni entrò in un bar e
si sedette al tavolino. Una
cameriera gli portò un bicchiere d'acqua.
"Quanto costa un sundae?" - chiese il bambino.
"Cinquanta centesimi" - rispose la cameriera.
Il bambino prese delle monete dalla tasca e cominciò

a contarle.
"Bene, quanto costa un gelato semplice?".
In quel momento c'erano altre persone che
aspettavano e la ragazza cominciava un po' a perdere
la pazienza.
"35 centesimi!" - gli rispose la ragazza in maniera
brusca.
Il bambino contò le monete ancora una volta e disse:
"Allora mi porti un gelato semplice!".
La cameriera gli portò il gelato e il conto.

Il bambino finì il suo gelato, pagò il conto alla
cassa e uscì.
Quando la cameriera tornò al tavolo per pulirlo
cominciò a piangere perché lì, ad un angolo del
piatto, c'erano 15 centesimi di mancia
per lei. Il bambino non chiese il Sundae per
riservare la mancia alla cameriera.


QUARTA LEZIONE

In tempi antichi un re fece collocare una pietra
enorme in mezzo ad una strada. Quindi, nascondendosi,
rimase ad osservare per vedere se
qualcuno si prendeva la briga di togliere la grande
roccia in mezzo alla strada.

Alcuni mercanti ed altri suddit i molto ricchi
passarono da lì e si limitarono a girare attorno alla
pietra. Alcuni persino protestarono contro
il re dicendo che non manteneva le strade pulite, ma
nessuno di loro provò a muovere la pietra da lì.

Ad un certo punto passò un campagnolo con un grande
carico di verdure sulle spalle; avvicinandosi
all'immensa roccia poggiò il carico
al lato della strada tentando di rimuovere la
roccia.

Dopo molta fatica e sudore riuscì finalmente a
muovere la pietra spostandola al bordo della strada.
Tornò indietro a prendere il suo carico e
notò che c'era una piccola borsa nel luogo in cui
prima stava la pietra.

La borsa conteneva molte monete d'oro e una lettera
scritta dal re che diceva che quell'oro era per la
persona che avesse rimosso la pietra dalla strada.

Il campagnolo imparò quello che molti di noi neanche
comprendono: "Tutti gli ostacoli sono un'opportunità
per migliorare la nostra condizione"

E aggiungerei:

Se non avete mai provato il pericolo di un battaglia
o la solitudine dell'imprigionamento, l'agonia della
tortura o i morsi della fame, siete
più avanti di 500 milioni di abitanti di questo
mondo.

Se potete andare in chiesa senza la paura di essere
minacciati, arrestati, torturati o uccisi, siete più
fortunati di 3 miliardi di persone
di questo mondo.

Se avete cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un
tetto sopra la testa e un posto per dormire, siete
più ricchi del 75% degli abitanti del mondo.

Se avete soldi in banca, nel vostro portafoglio e
degli spiccioli da qualche parte in una ciotola,
siete fra l'8% delle persone più benestanti al mondo.

Se potete leggere questo messaggio, avete appena
ricevuto una doppia benedizione perché qualcuno ha
pensato a voi e perché non siete fra i due
miliardi di persone che non sanno leggere.

Qualcuno una volta ha detto:

* Lavora come se non avessi bisogno dei soldi.
* Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire.
* Balla come se nessuno ti stesse guardando.
* Canta come se nessuno ti stesse sentendo.
* Vivi come se il Paradiso fosse sulla Terra.

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